This chat board is for comments on models, mag features, events, and all model-related stuff

Tuesday, September 27, 2005

Krizia's Mariuccia Mandelli blasts Cruella Wintour and US Vogue - R Cavalli and S Gabbana follow...

It was about bleeping time, I say - too bad the usual suspects are once more casting NYC ho-hum models to showcase Italian fashions...

"We must rebel - enough with US Vogue", the magazine that ignores Italian designers, says Mariuccia. Among US Vogue's list of "important designers", Prada is the only Italian (and not even a designer). Also, US Vogue "favors the French" while the shortened Milan show calendar (90 shows in 5 days) only benefits "tyrranical queen" AW who wants to see the "eight shows that count" and nothing else.

Even R Cavalli and Stefano Gabbana ("the list is of no real significance") criticised AW and her faves - Roberto said that the "best designer" list was an attempt to "provide some oxygen for dead brands" - and some other nasty stuff.

He can display his displeasure better by dropping IMG and other farsical AW-approved models from his campaigns...


Milano - «Bisogna ribellarsi. Basta con «Vogue Usa» che dà le pagelle e ignora gli stilisti italiani. La moda siano noi, facciamoci sentire». Si alza il sipario della settimana della moda milanese, e il clima è teso. Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, si dice "profondamente indignata" per la lista pubblicata da Vogue America, con i "magnifici sette" stilisti, considerati i soli capaci di dare un futuro alla moda. Tra gli italiani, si salva Prada, mentre tutte le altre grandi griffe sono ignorate. «Eppure noi - spiega Krizia - abbiamo fatto non solo la storia del "made in Italy" ma siamo tuttora fra i creativi di maggior successo al mondo». Con Krizia, si schiera Ferrè che dice: «Dobbiamo fare squadra per dare forza alla moda italiana».

Nella foto di gruppo, tracciata dalla rivista guidata dalla potente direttrice Anna Wintour, si parla di Stefano Pilati, l´italiano che disegna per Yves Saint Laurent. Seguono i nomi di Marc Jacobs, Narciso Rodriguez, Olivier Theyskens (che firma la linea Rochas), Nicolas Guesquiere (lavora per Balenciaga) e Alber Elbaz (impegnato da Lanvin). «Una lista così è una provocazione, è il segno dello strapotere di Anna Wintour ai danni della moda italiana - spiega Krizia - ecco perché bisogna elaborare una strategia comune in difesa del "made in Italy"». Krizia un piano ce l´ha già: lei diserterà la cena promossa a Milano dalla Wintour per la raccolta fondi destinata ai giovani talenti. E invita i suoi colleghi a fare altrettanto. Niente cena ma anche "stop alla pubblicità su Vogue America". «Io lo faccio da anni - dice - e sono felice». Krizia, però, ricorda che questa storia deve fare riflettere: «Qualcosa non va nel nostro sistema, grazie anche alle politiche ottuse di chi dovrebbe difenderci e invece favorisce i francesi». La frecciata è diretta alla Camera della moda che ha stretto un accordo con i colleghi francesi, "tutt´altro che favorevole per noi". Non solo. Ma il calendario delle sfilate (90 in 5 giorni) sarebbe un regalo ad Anna Wintour che, si dice, vuol stare pochi giorni a Milano e vedere solo le otto sfilate che contano.


AW also had the nerve to export her payola swindle - also known as Conde Nast "marketing support" - to Italy, by establishing a "Fashion Fund" to "help new Italian designers", similar to the scheme that benefits her cronies in the USA.

0 Comments:

Post a Comment

<< Home